Nuovo capitolo giudiziario nell’inchiesta sulle presunte attività criminali delle famiglie mafiose di Villaseta e Porto Empedocle, nell’Agrigentino. Il giudice per l’udienza preliminare di Palermo, Lorenzo Chiaramonte, ha emesso 25 condanne con rito abbreviato nei confronti di altrettanti imputati ritenuti coinvolti nelle attività delle due organizzazioni.
La pena più alta, 20 anni di reclusione, è stata inflitta a Pietro Capraro, indicato dall’accusa come vertice della famiglia mafiosa di Villaseta. Diciassette anni sono stati invece inflitti a Fabrizio Messina, ritenuto dagli inquirenti a capo della cosca di Porto Empedocle e fratello del boss Gerlandino Messina. Per quest’ultimo il pubblico ministero Claudio Camilleri aveva chiesto una condanna a 20 anni.
Il procedimento nasce dalla maxi inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Agrigento. Al centro delle indagini, le presunte attività delle due cosche, accusate di aver gestito un articolato traffico di sostanze stupefacenti e altri affari illeciti sul territorio.
Le altre pene: condannati 25 imputati
Tra le condanne più rilevanti figurano quelle a Gaetano Licata, che dovrà scontare 17 anni e 4 mesi, e Vincenzo Parla, condannato a 15 anni e 8 mesi.
Il giudice ha inoltre inflitto 11 anni e 8 mesi a Rocco Grillo, 11 anni, 6 mesi e 20 giorni a Cosimo Ferro, 9 anni e 6 mesi a Giuseppe Pasqualino, 9 anni e 4 mesi a Fabrizio Messina Denaro e 9 anni a Domenico Blando.
Le altre condanne riguardano Francesco Firenze, a cui sono stati inflitti 8 anni e 8 mesi; Giuseppe Focarino, 8 anni; Alessandro Mandracchia, 6 anni e 4 mesi; Mirko Salvatore Rapisarda e Carmelo Fallea, entrambi condannati a 5 anni e 8 mesi; Alfonso Lauricella, 5 anni e 4 mesi.
Quattro anni e 8 mesi sono stati inflitti a Giuseppe Piscopo, mentre Stefano Rinallo e Gioacchino Giorgio sono stati condannati a 4 anni e 4 mesi ciascuno. Per Samuel Pio Donzì la pena è di 4 anni, 2 mesi e 10 giorni. Quattro anni ciascuno per Roberto Parla e Rosario Smorta, 3 anni per Calogero Prinzivalli, 2 anni, 9 mesi e 10 giorni per James Burgio e 2 anni e 8 mesi per Antonio Salinitro.
La sentenza comprende anche assoluzioni relative a singoli episodi contestati e l’esclusione di alcune aggravanti.
Un altro filone dell’inchiesta: 15 condanne a settembre
La decisione si inserisce in un quadro investigativo più ampio, dal quale sono scaturiti diversi procedimenti giudiziari sulle presunte attività delle famiglie mafiose di Villaseta e Porto Empedocle.
Il 14 settembre scorso, nell’ambito di un procedimento distinto, erano state pronunciate altre 15 condanne e due assoluzioni, per un totale di 189 anni di carcere. In quel filone erano stati inflitti 20 anni ciascuno a James Burgio, Gaetano Licata e Salvatore Prestia, 18 anni e 8 mesi a Salvatore Lombardo e 17 anni e 2 mesi a Pietro Capraro.
Si tratta di procedimenti separati, basati su contestazioni non coincidenti, anche se alcuni imputati compaiono in entrambi. Le due sentenze rappresentano altrettanti passaggi giudiziari nell’ambito della complessa inchiesta sulle presunte articolazioni mafiose attive nell’Agrigentino.

