Schifani rompe il silenzio sulle dimissioni: “Resterò alla guida della Regione fino alla fine del mandato”

Il presidente siciliano conferma che proseguirà il suo lavoro fino alla scadenza della legislatura, prevista nel 2027. Dopo il confronto con Tajani, annuncia maggiore rigore sulle nomine e rilancia gli investimenti in scuola, università e formazione

Renato Schifani non intende lasciare la guida della Regione Siciliana prima della fine della legislatura. A chiarirlo è stato lo stesso governatore, intervenuto a margine dell’iniziativa “La Sicilia fa scuola”, ospitata ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo. “Onorerò il mio mandato fino al termine e non deluderò i siciliani”, ha dichiarato, mettendo così fine alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni sul suo futuro politico.

La presa di posizione arriva in una fase caratterizzata da tensioni all’interno del centrodestra siciliano e da interrogativi sulla tenuta degli equilibri nella maggioranza. La conferma della permanenza di Schifani a Palazzo d’Orléans lascia, almeno per il momento, invariato il quadro politico in vista delle elezioni regionali del 2027.

A precedere l’annuncio è stato il confronto a Roma con Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia. Un incontro atteso dopo le frizioni emerse nei giorni precedenti e la telefonata intercorsa tra i due esponenti azzurri.

Schifani dopo il vertice con Tajani: “Ci conosciamo da trent’anni”

Il presidente della Regione ha ridimensionato le ricostruzioni relative a presunti contrasti con il leader nazionale di Forza Italia, definendo il colloquio romano un momento di confronto tra persone che si conoscono da molto tempo.

“I retroscena spifferati da qualche malalingua, naturalmente, li respingo al mittente. Ieri è stato un incontro tra vecchi amici. Con Tajani ci conosciamo da trent’anni”, ha affermato Schifani.

Il governatore ha spiegato che durante il faccia a faccia è stata esaminata la situazione politica, senza però alimentare le indiscrezioni su possibili cambiamenti ai vertici regionali. “Abbiamo fatto l’analisi della situazione, poi c’è chi soffia sul fuoco”, ha aggiunto.

Schifani si è detto sereno, sottolineando al contempo la necessità che Forza Italia in Sicilia possa contare su una guida pienamente operativa. Il riferimento riguarda anche l’attuale gestione commissariale affidata a Nino Minardo, che affianca all’incarico politico quello di parlamentare nazionale.

Nomine regionali, Schifani punta su controlli più rigorosi

Tra i temi affrontati dal presidente siciliano c’è anche quello delle nomine negli enti e negli organismi collegati all’amministrazione regionale. Schifani ha annunciato un approccio più severo nelle procedure, richiamando l’esigenza di rafforzare le verifiche e i meccanismi di controllo.

“Ci sono dei sottogoverni da nominare e su questo sarò ancora più rigoroso, soprattutto alla luce anche di tante vicende”, ha dichiarato il governatore.

L’obiettivo, nelle parole del presidente, è innalzare il livello di attenzione nella selezione dei nominati, affidando le verifiche agli organismi competenti. Schifani ha inoltre lasciato aperta la possibilità di richiedere valutazioni specifiche agli uffici anticorruzione per alcune procedure.

“Non escludo che, in alcuni casi, per alcune nomine, dovrò ricorrere a un parere all’anticorruzione”, ha precisato.

Una linea che il presidente presenta come parte di un rafforzamento delle garanzie e della trasparenza nell’attività amministrativa, in una fase in cui le scelte sugli incarichi regionali restano al centro dell’attenzione politica.

Scuola e università, il governo regionale rivendica investimenti per oltre un miliardo

Nel corso dell’iniziativa ai Cantieri Culturali della Zisa, Schifani ha dedicato ampio spazio alle politiche per l’istruzione e alla formazione professionale, indicate come settori strategici per lo sviluppo della Sicilia.

Il presidente ha rivendicato gli interventi economici realizzati durante la legislatura, sostenendo che scuola, università e formazione siano state inserite tra le priorità dell’esecutivo sin dall’inizio del mandato.

“Abbiamo investito oltre 700 milioni di euro, tra fondi regionali ed extraregionali, per la scuola e l’università”, ha spiegato. Il totale, secondo i dati illustrati dal governatore, supera il miliardo di euro includendo anche le risorse destinate alla formazione professionale delle persone maggiorenni in cerca di occupazione o non occupate.

Per Schifani, lo sforzo finanziario rappresenta un investimento sulle competenze dei giovani e sulle prospettive economiche dell’Isola. L’ambizione dichiarata è rendere il sistema formativo siciliano più competitivo, sostenendo l’innovazione e creando condizioni favorevoli per la crescita delle nuove generazioni.

Lavoro e giovani, Schifani: “La politica deve rispondere con i fatti”

Il tema dell’istruzione, secondo il presidente, non può essere separato da quello dell’occupazione. La sfida per la Regione consiste nel trasformare le competenze acquisite attraverso gli studi e la formazione in possibilità concrete di inserimento professionale.

“Il nostro obiettivo è fare in modo che alla formazione corrispondano opportunità concrete di lavoro”, ha dichiarato Schifani, indicando il sostegno agli investimenti, alle imprese e alla crescita dell’occupazione come strumenti per raggiungere questo risultato.

Nel suo intervento, il governatore ha riconosciuto le difficoltà che molti giovani incontrano nel guardare al proprio futuro in Sicilia, evitando di presentare il quadro come privo di criticità. Ha quindi ringraziato dirigenti scolastici, insegnanti e personale degli istituti per il lavoro svolto quotidianamente, sottolineando il ruolo fondamentale delle professionalità che operano nel mondo dell’istruzione.

“Non sostengo che tutti i problemi siano stati risolti. Sappiamo che c’è ancora molto da fare”, ha ammesso, ribadendo però la volontà dell’esecutivo di proseguire lungo il percorso avviato.

Il traguardo indicato da Schifani è una Sicilia capace di offrire ai ragazzi le condizioni per studiare, specializzarsi e trovare un impiego senza dover necessariamente cercare altrove le opportunità che mancano sul territorio.

“Vogliamo una Sicilia nella quale i giovani possano studiare, formarsi, trovare lavoro e costruire il proprio futuro senza essere costretti ad andare via”, ha concluso il presidente.

La conferma della permanenza alla guida della Regione si accompagna dunque alla promessa di proseguire l’azione di governo sui principali dossier economici e sociali. Con la scadenza elettorale del 2027 all’orizzonte, Schifani punta a consolidare il proprio mandato, rilanciando sui temi della formazione, dell’occupazione e del rigore amministrativo.

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