Il percorso di risanamento delle baraccopoli di Messina prosegue, ma per arrivare al completamento dell’operazione serviranno nuove risorse. È questo il punto ribadito dal presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per il risanamento Renato Schifani, intervenuto in occasione della restituzione alla città dell’area di via Macello Vecchio, completamente trasformata dopo la demolizione delle vecchie baracche.
La riqualificazione di questa porzione della città rappresenta uno degli esempi più evidenti della seconda fase del programma: non soltanto trasferire le famiglie e demolire gli insediamenti, ma recuperare e restituire alla collettività gli spazi liberati.
Proprio dalla necessità di non interrompere questo percorso è arrivato l’annuncio sul fronte finanziario. La Regione ha già previsto 40 milioni di euro attraverso il fondo complementare rotativo e punta a ottenere ulteriori risorse attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione nazionale.
Schifani ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale affinché il programma possa proseguire senza una fase di stallo.
Via Macello Vecchio, dalle baracche a una nuova area urbana
L’intervento di via Macello Vecchio si inserisce in un progetto di rigenerazione urbana che ha interessato un’area particolarmente significativa della città, situata tra il viale Principe Umberto e le mura storiche di Carlo V.
Le demolizioni delle 15 baracche presenti a ridosso delle mura rinascimentali e dell’Arco di Cristo erano iniziate nel 2022. Al loro posto è stata realizzata un’area completamente riqualificata, con un percorso pedonale, rain garden e un anfiteatro davanti all’ex chiesa del Buon Pastore. L’intervento ha avuto un valore complessivo di circa 1,8 milioni di euro.
L’area, radicalmente modificata rispetto al passato, è destinata a essere intitolata a Caravaggio, in base a quanto deliberato dal Consiglio comunale di Messina.
La consegna di via Macello Vecchio assume quindi un significato che va oltre il singolo cantiere: mostra concretamente come le aree precedentemente occupate dalle baracche possano essere trasformate in nuovi spazi urbani.
Schifani: “Il sistema funziona, non possiamo fermarci”
Durante la cerimonia, Schifani ha rivendicato i risultati raggiunti dalla struttura commissariale e ha ribadito la necessità di assicurare continuità al programma.
Il presidente della Regione ha evidenziato che il sistema commissariale sta procedendo e che l’obiettivo deve essere quello di arrivare alla conclusione dell’intero processo, evitando che la mancanza di risorse possa determinare un rallentamento.
Il tema non riguarda soltanto la demolizione delle baracche. Il piano comprende infatti una serie di interventi collegati tra loro: individuazione e ristrutturazione degli alloggi, trasferimento delle famiglie, demolizione degli insediamenti e successiva rigenerazione delle aree liberate.
È proprio il collegamento tra queste diverse fasi a rendere necessario un finanziamento continuativo.
Risanamento Messina, sul tavolo 40 milioni e nuove risorse Fsc
Sul fronte economico, Schifani ha ricordato lo stanziamento di 40 milioni di euro provenienti dal fondo complementare rotativo, sottolineando contemporaneamente la necessità di individuare ulteriori risorse.
L’attenzione si concentra in particolare sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che potrebbe rappresentare una delle fonti attraverso cui garantire la prosecuzione degli interventi.
Il presidente della Regione ha inoltre richiamato il rapporto con il governo nazionale e, in particolare, con la sottosegretaria Matilde Siracusano, messinese e componente del governo, con l’obiettivo dichiarato di mantenere un coordinamento istituzionale sul dossier.
Il nodo finanziario assume un peso rilevante perché il programma non è ancora concluso. La necessità di nuove abitazioni e di ulteriori interventi sulle aree da liberare rende infatti indispensabile mantenere una programmazione pluriennale delle risorse.
Nuovi alloggi per le famiglie, il piano prosegue
Parallelamente alle demolizioni, la struttura commissariale sta portando avanti il lavoro sugli immobili destinati alle famiglie che devono lasciare le baraccopoli.
Nel maggio 2026 erano 69 gli appartamenti interessati da interventi di ristrutturazione in diverse zone di Messina. Di questi, 22 erano già ultimati e pronti per la consegna, mentre negli altri erano in corso o programmati i lavori.
Gli interventi comprendono opere necessarie a rendere gli appartamenti effettivamente abitabili, dalla sostituzione di infissi e porte alla sistemazione degli impianti elettrici e idrici, dei servizi igienici, delle caldaie e dei sistemi di climatizzazione, oltre a pavimentazioni, tinteggiature e altre opere di manutenzione.
Il trasferimento delle famiglie costituisce infatti il passaggio indispensabile per procedere successivamente alla demolizione delle baracche e alla liberazione delle aree.
Nel giugno scorso, ad esempio, il Comune di Messina ha formalizzato la consegna degli alloggi a 14 nuclei familiari provenienti dall’area di via Letterio La Rocca, aprendo così la strada alle successive attività di liberazione, bonifica e riqualificazione urbana.
Dalle demolizioni alla rigenerazione: il nuovo volto delle aree liberate
Il modello che sta prendendo forma a Messina punta quindi a superare la semplice eliminazione delle baraccopoli. L’obiettivo è collegare il superamento dell’emergenza abitativa alla trasformazione urbanistica delle aree interessate.
Via Macello Vecchio è uno degli esempi più significativi di questo approccio. Dove fino a pochi anni fa si trovavano le baracche, oggi c’è uno spazio pubblico riqualificato e inserito nel tessuto urbano della città. La struttura commissariale ha indicato questo tipo di intervento come un modello replicabile anche in altre zone nelle quali non è prevista una nuova edificazione.
Il programma procede inoltre attraverso nuovi trasferimenti e demolizioni. Nel corso del 2026 sono riprese, dopo il trasferimento delle famiglie, anche le demolizioni nel rione Taormina, una delle principali aree interessate dal processo di risanamento.
La sfida dei prossimi mesi sarà quindi mantenere collegati tutti i diversi tasselli del progetto: nuove abitazioni, trasferimenti, demolizioni, bonifiche e rigenerazione urbana. Per la Regione, assicurare la disponibilità delle risorse necessarie significa evitare interruzioni e accompagnare il programma fino alla sua conclusione.

