Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulle presunte mazzette legate al rilascio dei certificati di morte a Palermo. Su delega della Procura, gli agenti della sezione Anticorruzione della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del capoluogo siciliano nei confronti di 17 referenti di imprese funebri.
Per gli indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, presunti episodi di corruzione nei confronti di due medici legali dell’Azienda sanitaria provinciale, rispettivamente di 67 e 69 anni.
Uno dei due sanitari è attualmente in pensione.
Due medici sospesi per un anno
Nei confronti dei due medici sono state adottate anche specifiche misure interdittive. Entrambi sono stati sospesi per un anno dal pubblico servizio presso l’Asp, mentre per il medico ormai pensionato è stata disposta anche la sospensione dall’esercizio della professione.
L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di somme di denaro ritenute riconducibili, secondo l’ipotesi accusatoria, ai presunti episodi corruttivi.
Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento e gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.
I pagamenti per ottenere i certificati
L’inchiesta prende origine da un’attività investigativa avviata nel 2024 e coordinata dalla Procura di Palermo.
Gli investigatori hanno utilizzato intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche per ricostruire i rapporti tra i medici e alcuni operatori del settore delle onoranze funebri.
Secondo l’ipotesi investigativa, diversi imprenditori si sarebbero recati nelle prime ore della giornata presso le abitazioni dei due sanitari e avrebbero consegnato loro somme di denaro in cambio del rilascio dei documenti necessari per completare le procedure successive a un decesso avvenuto in casa.
I certificati avrebbero consentito alle imprese di ottenere le autorizzazioni necessarie per il trasporto delle salme, l’inumazione e la cremazione.
Documenti rilasciati senza gli accertamenti previsti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i certificati sarebbero stati rilasciati rapidamente e in cambio di somme considerate di modesta entità , senza lo svolgimento degli accertamenti medico-legali previsti.
Il riferimento riguarda documenti successivi alla constatazione del decesso, ma anche nulla osta igienico-sanitari per il trasferimento delle salme da un Comune all’altro e certificazioni necessarie per procedere alla cremazione.
Si tratta di procedure nelle quali l’intervento del medico legale assume particolare rilievo, anche perché gli accertamenti hanno lo scopo di verificare le circostanze della morte e di escludere eventuali elementi riconducibili a una morte violenta.
È la terza inchiesta sul settore delle onoranze funebri
L’operazione rappresenta il terzo filone investigativo sviluppato dalla Squadra Mobile di Palermo sul presunto sistema corruttivo nel settore delle onoranze funebri.
Le precedenti indagini avevano riguardato episodi relativi a decessi avvenuti all’interno di strutture ospedaliere palermitane, tra cui il Policlinico Universitario e l’ospedale Cervello.
In quei procedimenti erano state già eseguite diverse misure cautelari, sia di natura custodiale sia coercitiva e interdittiva.
Gli sviluppi sul caso dell’ospedale Cervello
Prosegue inoltre il procedimento collegato alle verifiche sui decessi avvenuti al Cervello.
Nell’ambito di quella precedente indagine, la Procura di Palermo ha già notificato 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti imprenditori del settore delle onoranze funebri.
L’ultima operazione amplia quindi il quadro investigativo sul comparto e concentra l’attenzione, in questo caso, sulle procedure relative ai decessi avvenuti nelle abitazioni private e sul ruolo dei medici legali incaricati degli accertamenti.

