Lavoro nero, controlli della Finanza tra Marsala e Petrosino: 19 irregolari nelle aziende agricole

Scoperti 15 lavoratori completamente in nero e altri quattro impiegati senza rispettare le regole sulla tracciabilità degli stipendi. Contestate sanzioni per oltre 40mila euro

Diciannove lavoratori irregolari sono stati individuati dalla Guardia di Finanza di Trapani nell’ambito di una serie di controlli contro il lavoro sommerso nel settore agricolo. Le verifiche hanno interessato tre aziende tra Marsala e Petrosino, dove i militari della Compagnia di Marsala hanno sottoposto ad accertamenti complessivamente 40 lavoratori.

L’attività ispettiva ha fatto emergere diverse violazioni, con particolare riferimento all’impiego di personale senza regolare contratto e alle modalità di pagamento delle retribuzioni.

Quindici lavoratori completamente in nero

Il dato più rilevante riguarda i 15 lavoratori risultati completamente privi di regolare assunzione. Per loro non erano quindi garantite le previste coperture previdenziali e assicurative.

Tra le persone individuate dalle Fiamme Gialle c’era anche un percettore dell’Assegno di inclusione, circostanza che ha fatto scattare una specifica segnalazione all’Inps.

L’istituto potrà così procedere alle verifiche sulla posizione del beneficiario e valutare la sospensione della prestazione e il recupero delle somme eventualmente erogate senza il rispetto dei requisiti previsti.

Quattro stipendi pagati in contanti

Gli accertamenti hanno inoltre portato alla luce la posizione di quattro lavoratori che ricevevano la retribuzione in contanti, in violazione delle disposizioni che impongono la tracciabilità dei pagamenti degli stipendi.

Al termine delle verifiche sono state contestate sanzioni amministrative per un importo superiore a 40mila euro.

Gli elementi raccolti hanno inoltre portato i finanzieri a trasmettere all’Ispettorato del Lavoro due proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale. La misura riguarda le aziende nelle quali la percentuale di personale impiegato irregolarmente ha superato la soglia prevista dalla normativa.

Sicilia tra le regioni con più lavoro irregolare

I controlli nel Trapanese si inseriscono in un quadro più ampio caratterizzato dalla presenza del lavoro sommerso soprattutto in alcuni comparti produttivi.

Secondo i dati contenuti nell’ultimo report della Cgia di Mestre, pubblicato nel giugno 2026 sulla base delle stime disponibili, la Sicilia registra un tasso di lavoro irregolare del 6,4%.

Nella graduatoria regionale riportata dallo studio, il dato siciliano si colloca dopo quello della Calabria, all’8,3%, e della Campania, al 7%, a fronte di una media nazionale del 4%.

Agricoltura tra i settori più esposti

Le stime riportate dalla Cgia evidenziano inoltre una particolare incidenza del lavoro irregolare in determinati ambiti.

In Italia gli occupati non regolari stimati dall’Istat sono 2.608.600, dei quali 979.500 nel Mezzogiorno.

Tra i comparti maggiormente interessati dal fenomeno figurano quello della cura della persona, con un tasso di irregolarità superiore al 48%, e soprattutto l’agricoltura, dove il dato indicato dal report raggiunge il 20,8%.

È proprio nel settore primario che si sono concentrati i controlli della Guardia di Finanza nel territorio di Marsala e Petrosino, con l’obiettivo di individuare e contrastare l’impiego di manodopera al di fuori delle regole previste dalla normativa.

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