Difterite, dopo la morte di Anna Rosa aumentano le vaccinazioni in Sicilia: allo studio un piano nelle scuole

La copertura vaccinale nell’Isola resta tra le più basse d’Italia e ben al di sotto della soglia del 95% indicata come obiettivo. Ad agosto oltre 21 mila somministrazioni, con un incremento del 51,3% rispetto allo stesso mese del 2025

La morte della piccola Anna Rosa, deceduta a Palermo per difterite, ha riacceso l’attenzione sulla prevenzione e sulla copertura vaccinale in Sicilia. Nelle ultime settimane si è registrato infatti un aumento significativo delle vaccinazioni, soprattutto nell’area palermitana, mentre la Regione starebbe valutando nuove iniziative per raggiungere i bambini che risultano ancora scoperti.

Il quadro complessivo, tuttavia, rimane particolarmente delicato. La Sicilia continua a presentare una delle coperture vaccinali più basse del Paese e il divario rispetto agli standard considerati ottimali resta significativo.

Sicilia ultima per copertura vaccinale

Secondo i dati richiamati dal Ministero della Salute, la copertura contro la difterite in Sicilia si attesta all’85,89%, un livello distante dall’obiettivo del 95% indicato come riferimento per una protezione adeguata della popolazione.

L’Isola occupa così l’ultima posizione nella graduatoria nazionale. Situazioni altrettanto critiche si registrano a Bolzano, con l’87,39%, e in Puglia, al 91,72%.

Di segno opposto i dati di alcune regioni che hanno raggiunto o superato la soglia del 95%, con livelli particolarmente elevati registrati, tra le altre, in Toscana, Lombardia e nella provincia autonoma di Trento.

Dopo il caso di Anna Rosa aumentano le vaccinazioni

La tragedia di Palermo ha contribuito a riportare il tema della vaccinazione al centro dell’attenzione pubblica. In Sicilia, nelle ultime settimane, le richieste e le somministrazioni sono aumentate, con una particolare accelerazione nel mese di agosto.

Le stime disponibili indicano 21.230 vaccinazioni effettuate nel corso del mese, tra le quali circa 2.450 dosi di vaccino esavalente.

Il dato complessivo rappresenterebbe un incremento del 51,3% rispetto ad agosto 2025, evidenziando una maggiore adesione alle campagne di immunizzazione.

L’aumento delle somministrazioni, però, non modifica ancora il quadro generale della copertura regionale, che rimane distante dall’obiettivo del 95%.

La Regione pensa alle vaccinazioni direttamente nelle scuole

Proprio per recuperare le quote di popolazione infantile ancora non immunizzate, la Regione Siciliana starebbe valutando un nuovo modello organizzativo per facilitare l’accesso delle famiglie alle vaccinazioni.

Tra le ipotesi allo studio c’è un protocollo d’intesa tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale e Ordine dei medici di Sicilia, finalizzato a portare le vaccinazioni direttamente negli istituti scolastici.

L’idea, che potrebbe essere formalizzata nei prossimi giorni, punta a utilizzare la scuola come luogo facilmente accessibile alle famiglie, soprattutto per intercettare i bambini che non hanno completato il percorso vaccinale.

Caruso: “La scuola può essere una possibilità in più per le famiglie”

A sostenere l’utilità di un intervento di questo tipo è stato Marcello Caruso, assessore regionale alla Salute, secondo il quale l’ambiente scolastico può rappresentare un contesto particolarmente adatto per facilitare il rapporto tra servizi sanitari, bambini e famiglie.

La scuola, essendo un luogo conosciuto e vicino alla quotidianità dei più piccoli, potrebbe diventare un ulteriore punto di accesso alla prevenzione, offrendo alle famiglie una possibilità aggiuntiva per aderire alle campagne vaccinali.

L’obiettivo sarebbe quindi quello di rendere più semplice il recupero delle vaccinazioni mancanti, senza limitare l’accesso ai consueti servizi sanitari territoriali.

La sfida resta quella di raggiungere il 95%

L’incremento registrato nelle ultime settimane rappresenta un segnale positivo, ma la Sicilia deve ancora colmare un divario importante rispetto alla soglia del 95%.

Il rafforzamento delle campagne informative, la chiamata attiva delle famiglie e l’eventuale coinvolgimento delle scuole potrebbero contribuire a recuperare parte dei bambini ancora non coperti.

La vicenda di Anna Rosa ha riportato drammaticamente alla ribalta le conseguenze di una malattia oggi prevenibile attraverso la vaccinazione. Per le autorità sanitarie, la priorità resta ora quella di aumentare la copertura e ridurre il numero di bambini vulnerabili, riportando progressivamente la Sicilia verso gli standard di sicurezza indicati a livello nazionale.

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