Piantedosi: “Schengen con la Spagna, valuteremo dal 15 agosto l’evoluzione della situazione a Ceuta”

Il ministro dell’Interno conferma la sospensione temporanea dei controlli con la Spagna e guarda con attenzione al rischio di una nuova pressione migratoria. Sul tavolo anche i trasferimenti dei “dublinanti” dalla Germania e l’ipotesi di centri per i rimpatri nei Paesi terzi sicuri

La sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna resterà formalmente in vigore fino alla fine di agosto, ma il governo italiano ha deciso di monitorare attentamente l’evoluzione della situazione già a partire dal 15 agosto.

A chiarirlo è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto alla trasmissione “10 minuti” su Rete4. Il titolare del Viminale ha spiegato che la decisione è legata soprattutto alla situazione registrata nelle scorse settimane a Ceuta, dove le autorità spagnole temono una possibile nuova ondata di arrivi.

«Ci siamo riservati di vedere l’evoluzione della situazione a partire dal 15 agosto», ha spiegato Piantedosi, sottolineando la necessità di valutare concretamente eventuali nuovi rischi.

Il timore di una nuova pressione migratoria a Ceuta

Secondo il ministro, le autorità spagnole e marocchine si stanno preparando a fronteggiare una possibile nuova emergenza. L’attenzione è rivolta anche ai messaggi diffusi attraverso i social network che potrebbero incoraggiare nuove partenze verso la frontiera di Ceuta.

Piantedosi ha ricordato la portata degli eventi verificatisi alla fine di luglio, parlando dell’arrivo di decine di migliaia di persone e della presenza ancora oggi sul territorio di Ceuta di un numero stimato tra le 6.000 e le 10.000 persone.

Particolare attenzione viene riservata anche al tema della sicurezza. Il ministro ha ribadito che il rischio di eventuali infiltrazioni terroristiche deve essere monitorato con la massima cautela, richiamando le valutazioni già espresse dalle agenzie di intelligence spagnole.

Italia, Germania e Spagna: «Nessun braccio di ferro»

Sul fronte dei rapporti con gli altri Paesi europei, Piantedosi ha escluso l’esistenza di uno scontro diplomatico. «Non c’è nessun braccio di ferro», ha sottolineato, definendo eccellenti i rapporti di collaborazione dell’Italia sia con la Germania sia con la Spagna.

Il ministro ha quindi affrontato la questione dei cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo per i quali, secondo le regole europee, la responsabilità dell’esame della domanda ricade in determinate circostanze sul Paese di primo ingresso.

Secondo Piantedosi, i trasferimenti dalla Germania verso l’Italia rientrerebbero nei numeri già oggetto di precedenti intese tra Roma e Berlino. Il governo italiano ritiene quindi che le persone interessate dai trasferimenti facciano parte dei contingenti già previsti dagli accordi.

Il nodo delle Ong tedesche

Nel confronto con la Germania, resta inoltre aperta la questione delle navi delle Ong battenti bandiera tedescaimpegnate nel Mediterraneo.

Piantedosi ha spiegato che anche questo tema è oggetto di un confronto tra i due governi, definendolo un dialogo «sereno e proficuo». L’obiettivo, ha assicurato, è trovare un punto di equilibrio attraverso la collaborazione già esistente tra i due Paesi.

L’Europa guarda ai centri per i rimpatri nei Paesi terzi

Guardando al futuro della politica migratoria europea, il ministro ha infine indicato la possibilità di una maggiore collaborazione tra gli Stati membri per realizzare centri destinati alle procedure di frontiera e ai rimpatri anche al di fuori del territorio dell’Unione europea.

L’ipotesi potrebbe riguardare anche l’Africa, ma Piantedosi ha posto una condizione precisa: le strutture dovranno trovarsi in Paesi terzi considerati sicuri, garantendo condizioni adeguate di sicurezza e il pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

«L’Africa offre ampi margini», ha concluso il ministro, indicando così uno dei possibili percorsi sui quali l’Europa potrebbe concentrarsi per affrontare una crisi migratoria destinata, secondo il governo italiano, a rimanere tra le principali sfide dei prossimi anni.

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