Trump accelera sull’Iran: “Teheran non può resistere ancora a lungo, possibile svolta nei prossimi giorni”

Il presidente americano parla di una possibile svolta nella crisi con Teheran, conferma il ruolo della Marina Usa nel blocco navale e sostiene che la soluzione del conflitto potrebbe arrivare presto. Trump affronta anche guerra in Ucraina e disponibilità di munizioni americane

WASHINGTON DC – “Non credo che possano resistere ancora a lungo”. Donald Trump torna a mostrare fiducia sulla possibilità di una svolta nella crisi con l’Iran e indica la strada diplomatica come possibile via d’uscita dal conflitto. Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, ha spiegato che i negoziati con Teheran stanno registrando sviluppi positivi, pur mantenendo alta l’attenzione sul fronte militare.

“La situazione è ancora aperta in un certo senso”, ha detto Trump, riferendosi alle tensioni nello Stretto di Hormuz e alle operazioni condotte dalla Marina statunitense. “Abbiamo quello che chiamiamo un blocco navale, guidato dalla Marina degli Stati Uniti, e lo controlliamo”, ha aggiunto, sottolineando però i rischi legati alla presenza di possibili mine o ad azioni improvvise che potrebbero mettere in pericolo il traffico commerciale internazionale.

Secondo il presidente americano, qualsiasi incidente nello Stretto potrebbe avere conseguenze rilevanti, considerando il valore delle merci trasportate dalle navi che attraversano una delle rotte marittime più strategiche al mondo.

Trump: “Preferisco un accordo, non voglio uccidere persone”

Nonostante i toni duri nei confronti di Teheran, Trump ha ribadito la volontà di arrivare a una soluzione negoziata. “Sono coinvolto personalmente nei negoziati e penso che stiamo facendo progressi”, ha dichiarato ai giornalisti, lasciando intendere che un’intesa potrebbe essere vicina.

Alla domanda su una possibile conclusione della guerra, il presidente Usa ha risposto: “Potrebbe accadere presto”, senza però indicare una tempistica precisa.

Trump ha anche sottolineato di preferire una soluzione diplomatica rispetto a un’escalation militare: “Preferirei fare un accordo con l’Iran perché non voglio uccidere persone”, ha affermato.

Le scorte militari Usa e il nodo delle munizioni

Durante l’incontro con la stampa, Trump ha affrontato anche le indiscrezioni relative alla disponibilità di alcune munizioni dell’esercito americano. Il presidente ha spiegato che gli Stati Uniti dispongono di grandi quantità di alcuni sistemi d’arma, mentre per altri le scorte sarebbero più contenute.

“Abbiamo alcuni tipi di munizioni molto potenti di cui disponiamo di scorte praticamente illimitate. Per altre la disponibilità è più limitata”, ha spiegato.

Trump ha poi fatto riferimento all’utilizzo di armamenti presenti negli arsenali statunitensi anche nell’ambito del sostegno fornito all’Ucraina. “Stiamo usando munizioni molto potenti e valide che altrimenti non avremmo utilizzato. Sono modelli più vecchi, ma restano altrettanto efficaci”, ha dichiarato.

Guerra Russia-Ucraina, Trump: “È il dossier più difficile”

Nel corso dell’intervento nello Studio Ovale, il presidente americano ha parlato anche della guerra tra Russia e Ucraina, definendola una delle questioni diplomatiche più complesse affrontate dalla sua amministrazione.

“Mi addolora vedere 25mila giovani uccisi ogni mese, ed è quello che sta accadendo tra Russia e Ucraina”, ha detto Trump, riferendosi alle perdite sul campo e precisando che la maggior parte delle vittime riguarda militari.

Il presidente ha ribadito di essere impegnato nel tentativo di raggiungere un accordo di pace: “Ci stiamo lavorando e credo che stiamo facendo progressi. Ma è una guerra molto violenta, con molto odio tra i due leader”.

In conclusione, Trump ha rivendicato il proprio impegno sul fronte della diplomazia internazionale, sostenendo di aver contribuito alla risoluzione di diverse crisi globali. “Ho risolto otto guerre. Pensavo che questa sarebbe stata una delle più facili, invece si è rivelata la più difficile. Ma stiamo facendo progressi”, ha concluso.

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