Un’Italia coraggiosa per oltre un’ora, capace di mettere in difficoltà gli All Blacks, ma costretta ancora una volta ad arrendersi alla forza della Nuova Zelanda. Dopo la sconfitta contro il Giappone nella gara d’esordio a Tokyo, gli azzurri cadono anche a Wellington nella seconda sfida del Nations Championship, battuti con il punteggio di 47-17. La squadra guidata da Gonzalo Quesada resta in partita fino all’intervallo, chiuso sul 14-10, prima di subire un devastante avvio di secondo tempo che indirizza definitivamente il match.
Italia brillante in avvio: Menoncello firma la prima meta azzurra
La formazione italiana approccia la partita con grande determinazione e sorprende subito i padroni di casa. Dopo pochi minuti arriva la prima marcatura del match con Tommaso Menoncello, bravo a finalizzare l’azione costruita dagli azzurri, con Allan preciso dalla piazzola per il momentaneo 0-7.
La reazione della Nuova Zelanda non tarda ad arrivare. Gli All Blacks aumentano la pressione e trovano il pareggio grazie alle mete di Darry e Love, riportando il punteggio in equilibrio.
L’Italia però non si disunisce e continua a giocare con personalità. Un calcio piazzato di Allan al 19’ permette agli azzurri di rimettere la testa avanti, in una fase della gara caratterizzata da grande intensità e continui ribaltamenti di fronte.
La Nuova Zelanda sorpassa prima dell’intervallo
Dopo un avvio ad altissimo ritmo, la partita rallenta leggermente ma gli All Blacks riescono a trovare il momento giusto per colpire.
Un’intuizione di Barrett, che con un preciso calcetto libera la corsa di Carter, permette alla Nuova Zelanda di creare superiorità e servire Jordan, autore della meta del sorpasso che porta i padroni di casa sul 14-10 al termine del primo tempo.
Un margine minimo che lascia ancora aperta la sfida e premia il grande atteggiamento mostrato dall’Italia nei primi quaranta minuti.
Il black-out azzurro nella ripresa regala la fuga agli All Blacks
L’inizio del secondo tempo è il momento decisivo della partita. In appena quindici minuti la Nuova Zelanda cambia completamente ritmo e travolge la difesa italiana.
Tra il 41’ e il 54’, gli All Blacks realizzano ben quattro mete, spezzando l’equilibrio e portandosi rapidamente al sicuro.
Grande protagonista è ancora Will Jordan, che con due marcature raggiunge quota 50 mete con la maglia della Nuova Zelanda, diventando il miglior realizzatore di sempre della nazionale neozelandese.
Per l’Italia il momento difficile è aggravato anche dall’inferiorità numerica per il cartellino rosso mostrato a Cannone, ma gli azzurri riescono comunque a reagire e a limitare i danni.
Marin regala una soddisfazione agli azzurri, ma il finale è degli All Blacks
Nonostante le difficoltà, l’Italia continua a lottare e trova una nuova meta con Marin, alla quarta marcatura internazionale della carriera.
Gli azzurri riescono anche a non concedere ulteriori punti agli avversari nel periodo giocato in inferiorità numerica, mostrando carattere e organizzazione.
La Nuova Zelanda però chiude definitivamente il match nel finale: a tempo scaduto arriva la meta di Vaa’i, trasformata da Love, per il definitivo 47-17.
Con questo successo gli All Blacks confermano una statistica storica: restano l’unica nazionale ancora imbattuta contro l’Italia.
Menoncello e Fischetti: “Abbiamo dato tutto”
Al termine della gara, gli azzurri hanno sottolineato gli aspetti positivi della prestazione.
Tommaso Menoncello ha evidenziato il buon approccio della squadra: “Abbiamo iniziato come volevamo, mettendoli in difficoltà e sfruttando le occasioni avute. Nei primi venti minuti del secondo tempo non siamo riusciti a contenerli, ma abbiamo dato tutto e spero si sia visto”.
Sulla stessa linea Danilo Fischetti, che ha sottolineato il valore della sfida contro una delle squadre più forti al mondo: “Venire qui e giocare contro gli All Blacks non era semplice, ma abbiamo disputato un ottimo primo tempo. Ora speriamo di fare una bella prestazione nella prossima partita”.
L’Italia si prepara ora alla prossima sfida: gli azzurri voleranno a Perth per affrontare sabato 18 luglio l’Australia, ultimo appuntamento delle Southern Hemisphere Series prima degli impegni autunnali contro Sudafrica, Argentina e Fiji.

