Mondiale 2026, quarti di finale da sogno: Messi guida l’Argentina, Francia e Spagna lanciano la sfida

Le otto migliori nazionali del torneo sono pronte a giocarsi un posto tra le magnifiche quattro. L’Argentina si affida ancora una volta al genio di Lionel Messi, la Francia punta sulla qualità di Kylian Mbappé, mentre Spagna e Inghilterra inseguono il sogno di riportare la Coppa del Mondo in Europa

WASHINGTON DC – Il Mondiale 2026 entra nella sua fase più spettacolare e da questo momento non sono più ammessi passi falsi. I quarti di finale mettono di fronte otto nazionali accomunate dallo stesso obiettivo: conquistare la Coppa del Mondo.

Alcune hanno confermato i pronostici della vigilia, altre hanno ribaltato le gerarchie con prestazioni sorprendenti, contribuendo a rendere questa edizione una delle più imprevedibili degli ultimi anni. Sullo sfondo si intravedono già semifinali da brividi, con un possibile incrocio tra Francia e Spagna da una parte del tabellone e l’Argentina pronta a inseguire una nuova sfida con i vicecampioni del mondo, qualora entrambe riuscissero a superare gli ultimi ostacoli. Intanto, dopo l’eliminazione del Brasile e le polemiche sollevate dall’Egitto sulla direzione arbitrale della sfida con l’Albiceleste, il torneo continua a regalare emozioni, rimonte e colpi di scena. Da Lionel Messi a Kylian Mbappé, passando per Harry Kane, Lamine Yamal ed Erling Haaland.

Argentina, Messi tiene vivo il sogno del bis mondiale

L’Argentina continua la difesa del titolo conquistato in Qatar, ma il percorso dell’Albiceleste è stato finora molto più complicato del previsto. La squadra di Lionel Scaloni non ha sempre convinto sul piano del gioco, alternando prestazioni brillanti ad altre decisamente più sofferte. Eppure, ancora una volta, quando tutto sembrava perduto è emerso il suo campione più rappresentativo.

Contro l’Egitto gli argentini sono precipitati sullo 0-2 e hanno visto complicarsi terribilmente la corsa ai quarti. A rendere ancora più difficile la situazione è stato il calcio di rigore fallito da Lionel Messi, episodio che avrebbe potuto cambiare il destino della partita. Il numero 10, invece, ha reagito da leader assoluto, trascinando la squadra nella rimonta fino al definitivo 3-2. Fondamentale anche il ritorno al gol di Lautaro Martinez, mentre Enzo Fernandez ha firmato la rete decisiva. Le lacrime di Messi al triplice fischio hanno raccontato meglio di qualsiasi parola il peso di una qualificazione conquistata con carattere e determinazione.

Francia, una rosa stellare che può ancora crescere

Tra le grandi favorite al titolo resta la Francia, che ha dato l’impressione di amministrare le proprie energie senza essere ancora costretta a esprimere tutto il proprio potenziale.

La squadra di Didier Deschamps dispone probabilmente della rosa più completa della competizione. Kylian Mbappé è il punto di riferimento offensivo, ma alle sue spalle ci sono alternative di altissimo livello come Michael Olise, Ousmane Dembélé e Randal Kolo Muani, senza dimenticare un centrocampo ricco di qualità ed esperienza.

Prima di pensare alle semifinali, però, servirà superare il Marocco, una squadra che negli ultimi anni ha dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque.

Spagna, solidità e qualità fanno sognare la Roja

La Spagna continua a convincere grazie a un equilibrio quasi perfetto tra organizzazione tattica e talento individuale.

La nazionale di Luis de la Fuente, già campione d’Europa, è arrivata ai quarti senza subire nemmeno una rete, confermando una fase difensiva praticamente impeccabile. In mezzo al campo Pedri e Dani Olmo garantiscono qualità e sacrificio, mentre davanti il talento di Lamine Yamal, pur non ancora esploso definitivamente nel torneo, resta una delle armi più pericolose a disposizione della Roja.

Il confronto con il Belgio rappresenterà un banco di prova decisivo per misurare le reali ambizioni degli spagnoli.

Inghilterra, Tuchel vuole riportare il titolo dopo sessant’anni

L’Inghilterra sogna di interrompere un digiuno mondiale che dura dal 1966.

Con Thomas Tuchel in panchina la nazionale inglese appare più matura e consapevole delle proprie qualità. Il successo contro il Messico ha confermato l’importanza di Harry Kane, autentico punto di riferimento offensivo, e di Jude Bellingham, protagonista di una crescita continua che lo ha consacrato tra i migliori centrocampisti del panorama internazionale.

Una possibile semifinale contro l’Argentina riporterebbe inevitabilmente alla memoria alcune delle sfide più iconiche della storia dei Mondiali.

Norvegia, la sorpresa che non vuole fermarsi

Se c’è una rivelazione in questa Coppa del Mondo, quella porta il nome della Norvegia.

La formazione di StÃ¥le Solbakken, dopo aver impressionato nelle qualificazioni, ha confermato tutto il proprio valore eliminando il Brasile e candidandosi a sorpresa tra le protagoniste del torneo.

Il simbolo della squadra è naturalmente Erling Haaland, decisivo ancora una volta sotto porta, ma il successo dei norvegesi nasce anche dalla qualità di Martin Ødegaard, dalla velocità di Antonio Nusa, dalle parate di Ørjan Nylande dall’esperienza di giocatori come Leo ØstigÃ¥rd, Kristian Thorstvedt e Morten Thorsby, tutti cresciuti in un movimento calcistico che negli ultimi anni ha investito molto sul settore giovanile.

Marocco, la conferma che il 2022 non fu un caso

Dopo la storica cavalcata di Qatar 2022, il Marocco dimostra di appartenere ormai stabilmente all’élite del calcio mondiale.

La squadra allenata da Mohamed Ouahbi continua a distinguersi per organizzazione, intensità e spirito di sacrificio. Il leader tecnico resta Achraf Hakimi, mentre il portiere Yassine Bounou si conferma decisivo nei momenti più delicati, come dimostrato nella qualificazione ottenuta ai rigori contro l’Olanda.

Il gruppo può inoltre contare su numerosi calciatori nati in Europa ma profondamente legati alle proprie radici marocchine, una caratteristica che continua a rappresentare uno dei punti di forza della nazionale nordafricana.

Svizzera, continuità e organizzazione al servizio del risultato

La Svizzera si conferma una delle nazionali più solide del panorama europeo.

Il gruppo guidato da Murat Yakin ha raggiunto i quarti con grande autorevolezza, facendo leva su equilibrio tattico ed esperienza. Molti protagonisti vantano un lungo passato in Serie A, come Dan Ndoye, Remo Freuler, Ricardo Rodriguez, Silvan Widmer, Denis Zakaria e Noah Okafor, ai quali si aggiunge la leadership difensiva di Manuel Akanji.

Una squadra meno appariscente rispetto ad altre favorite, ma capace da anni di ottenere risultati importanti nelle grandi competizioni internazionali.

Belgio, meno stelle ma tanta concretezza

Archiviata l’epoca della cosiddetta “generazione d’oro”, il Belgio ha saputo reinventarsi.

La nazionale allenata da Rudi Garcia ha trovato un nuovo equilibrio, mescolando esperienza e giovani di talento. Nel netto successo per 4-1 contro gli Stati Uniti padroni di casa sono stati protagonisti Charles De Ketelaere, Romelu Lukaku e Alexis Saelemaekers, simboli di una squadra compatta e concreta.

A far discutere è stata anche la vicenda legata alla sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, decisione che ha alimentato polemiche durante il torneo. Sul campo, però, il Belgio ha risposto con prestazioni convincenti e adesso sogna di compiere un altro passo verso la storia.

Con otto nazionali ancora in corsa, il Mondiale 2026 entra nella fase in cui ogni dettaglio può fare la differenza. Le favorite continuano a essere Argentina, Francia e Spagna, ma il torneo ha già dimostrato che i pronostici possono essere ribaltati da una partita all’altra. I quarti promettono spettacolo, equilibrio e sfide di altissimo livello: novanta minuti, o forse di più, per continuare a inseguire il sogno più grande del calcio.

Scopri di più da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere