Da ieri mattina riattivato il Pronto soccorso dell’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto e non mancano le prime criticità tra i casi presi in carico dai sanitari reclutati con rapporto libero professionale dalla società cooperativa bolognese «C.M.P. Global Medical Division» con un paziente ricoverato e quaranta accessi di trattamenti clinici. A esprimere il proprio disappunto una utente barcellonese che ha accompagnato il padre malato nel nuovo presidio in coincidenza della riapertura.
“Ci sono situazioni che non dovrebbero mai accadere, soprattutto in ambito sanitario. Quanto accaduto al Pronto Soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto ne è un esempio. Sono andata con mio padre, che ha un defibrillatore impiantato, perché ha sviluppato un livido enorme proprio nella zona dell’impianto- scrive sui social l’educatrice professionale Carla Chianese – . Si tratta di una condizione che
richiede un controllo medico immediato. Eppure, nonostante la gravità della situazione, ci è stato detto che non potevano gestirlo e ci hanno mandato via, “invitandoci” ad andare al
pronto soccorso di Milazzo. Per chi non lo sapesse: un Pronto Soccorso non può rifiutarsi di visitare un paziente in
condizioni potenzialmente urgenti. Non può “scaricare” la responsabilità, soprattutto quando si tratta di una persona cardiopatica e portatrice di un dispositivo salvavita. Questo comportamento non solo è inaccettabile, ma può mettere a rischio la vita
delle persone. Condivido questa esperienza pubblicamente perché trovo grave che un cittadino debba sentirsi rimbalzato da una struttura all’altra
quando ha bisogno di cure. Mi auguro – conclude- che chi di competenza prenda seriamente in considerazione episodi come questo e intervenga per garantire che nessuno si ritrovi più in una situazione del genere”. La problematica del paziente malato ha ottenuto la vicinanza dell’avvocato Giuseppe Sottile, esponente di Sud chiama Nord.

“Il quotidiano che informa ci difende dalla quotidianità che disturba”
Via al Pronto Soccorso di Barcellona ma c’è subito un caso: “Rifiutano mio padre grave, spedito a Milazzo
“Ci sono situazioni che non dovrebbero mai accadere”
