Carcere di Barcellona, detenuto violento sputa alla Direttrice e ferisce tre agenti

Proseguono le criticità nella struttura

BARCELLONA P.G. – La situazione del carcere di Barcellona continua a essere critica per via dell’ennesimo episodio di violenza ai danni di agenti in servizio all’interno del penitenziario Madia, con tanto di oltraggio alla direttrice della struttura, colpita con sputi.

L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda lo stesso detenuto violento del terzo reparto, il milanese Marco Jacopone, che nelle ultime settimane aveva già aggredito agenti della polizia penitenziaria, compiendo un atto autolesionistico e procurandosi un taglio alla gamba.

Il detenuto in questiine avrebbe reiterato il suo comportamento violento, costringendo tre agenti della polizia penitenziaria a ricorrere nel pomeriggio di martedì alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Fogliani di Milazzo, dove uno dei poliziotti contusi è rimasto sotto osservazione nel presidio.

Nei prossimi giorni dovrebbe scattare il suo trasferimento in un’altra casa circondariale, ma resta comunque la gravità dello sputo contro la direttrice, che non può trovare nessuna giustificazione e merita una valutazione sia sotto il profilo disciplinare che penale.

Rimangono, intanto, le criticità relative all’introduzione di diversi prodotti e apparecchi su cui vige un divieto specifico. Si tratta dell’ennesimo grave episodio di violenza, che risolleva la drammaticità della condizione carceraria, preda anche a Barcellona di un grave sovraffollamento, e che porta i Sindacati ad invocare condizioni più dignitose sia per i detenuti che per gli agenti in servizio, anch’essi gravemente sottodimensionati per numero.

«La FP CGIL – affermano il segretario generale Francesco Fucile e il coordinatore provinciale Giovanni Spanò -, esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza agli agenti rimasti feriti e alla Direttrice dell’Istituto, complimentandosi con loro per aver fronteggiato nel migliore dei modi l’emergenza, anche a costo della propria incolumità. Questa ennesima aggressione – continuano Fucile e Spanò – rappresenta un forte grido d’allarme: il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto è ormai diventato un luogo di guerra, dove le condizioni di lavoro sono insostenibili, il personale è sotto organico e le strutture sono inadeguate».

La FP CGIL sollecita pertanto l’attivazione immediata di una visita ispettiva da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, affinché vengano rilevate tutte le criticità e adottati interventi urgenti.

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