Nella serata di venerdì scorso nell’Auditorium Parco Urbano Maggiore La Rosa, si è svolta la presentazione del libro “Attraversamenti. Storia e storie del carcere e dall’ex OPG di Barcellona P.G.”, a cura di Caterina Benelli, Giovanna Costanzo e Roberta Pandolfino, pubblicato da Giambra Editori. Il libro ripercorre il convegno del 2022 “Attraversamenti: dall’OPG al penitenziario” attraverso approfondite ricerche in ambito psichiatrico e sociale coadiuvate dalle esperienze operative dei protagonisti dell’area penitenziaria.
L’evento è stato organizzato dalle associazioni Sicilia Mater e Genius Loci, col patrocinio del Comune di Barcellona. Moderati dal professore Salvo Presti, dell’associazione Sicilia Mater ed esperto di cinema, sono intervenuti: Filippo Neri Recupero, Assessore alla Pubblica Istruzione; Romina Taiani, Direttrice del carcere; Bernardo Dell’Aglio, Presidente Genius Loci; Pierangelo Giambra, editore; Caterina Benelli, Docente di Pedagogia generale e sociale Università di Napoli; Nunziante Rosania, già direttore dell’OPG; Santi Puglisi, docente del carcere; Rita Martino, docente e componente della Genius Loci; Lucia Liggieri, docente del CPIA; Rosalba Furnari, docente del Fermi.
L’attuale carcere barcellonese, nato come manicomio nel 1925, oggi festeggia i cento anni di vita. Anche in considerazione di questo anniversario, l’editore Giambra ha distribuito a tutti i presenti una cartolina ricordo con una foto d’epoca dell’allora Manicomio. Il dibattito ha toccato anche il complesso tema della giustizia penale ed in particolare delle potenzialità della giustizia riparativa, il cui compito è chinarsi sul conflitto non andando solo a ricerca di norme con cui condannare e punire, ma approssimandosi a sofferenza e vulnerabilità per promuovere l’umanità della pena , specie per un disagio che si alimenta nella reclusione.
“Grazie a chi opera con coraggio e con cura dentro le strutture carcerarie e giudiziarie – ha detto Salvo Presti – esperire il fallimento di vita ai margini può e deve trasformarsi nella difesa della dignità della persona, nella tutela delle sue potenzialità di recupero, fornendo anche quei servizi di assistenza necessari per operare questa trasformazione”.
Il regista Presti ha raccontato l’esperienza maturata con il docufilm “Dopo questo esilio” che narra dolori e ferite della reclusione e sprigiona un grido d’aiuto. Da qui emergono dinamiche di riconoscimento, necessarie a salvare dalle tante prigionii detenuti e a innescare processi di liberazione a dispetto della detenzione.
(Foto Marcello Crinò)

