Di REDAZIONE
Il discorso di Papa Francesco nella Basilica di Notre-Dame de la Garde con il clero diocesano: ‘Apriamo le porte delle chiese e delle canoniche, ma soprattutto quelle del cuore, per mostrare attraverso la nostra mitezza, gentilezza e accoglienza il volto del nostro Signore. Chiunque vi avvicini non trovi distanze e giudizi, trovi la testimonianza di un’umile gioia, più fruttuosa di ogni capacità ostentata. Trovino i feriti della vita accoglienza, un porto sicuro nel vostro sguardo, un incoraggiamento nel vostro abbraccio, una carezza nelle vostre mani, capaci di asciugare lacrime. Pur nelle tante occupazioni di ogni giorno, – esorta il Papa- non lasciate, per favore, che venga meno il calore dello sguardo paterno e materno di Dio. È bello farlo dispensando il suo perdono con generosità, sempre, sempre, per sciogliere, attraverso la grazia, gli uomini dalle catene del peccato e liberarli da blocchi, rimorsi, rancori e paure contro cui da soli non possono prevalere”. E ai sacerdoti ricorda: ”Nel sacramento della penitenza perdonate sempre”.
La situazione a Lampedusa “è una crudeltà, una terribile mancanza di umanità”, ha affermato parlando con i giornalisti sull’aereo. Poi, guardando la foto di un piccolo migrante a Lampedusa ha commentato: “Li tengono nei lager libici e poi li buttano a mare”. A chi chiedeva se sarà un viaggio storico come quello fatto proprio a Lampedusa ha risposto: ”Credo di sì. Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire”.

