L’annuncio di Meloni dopo il G20: “Italia fuori dalla Via della Seta”

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista rilasciata a Repubblica sostiene che la Via della Seta non è stata una relazione vantaggiosa per l’Italia

Al termine del G20 che si è svolto questo fine settimana a New Delhi, in India, la premier Giorgia Meloni ha annunciato l’interruzione della Via della Seta con la Cina. Una decisione avvenuta dopo il dialogo con il primo ministro cinese Li Quiang, presente al G20 al posto di Xi Jin Ping, che insieme a Putin è stato il grande assente di questo evento.

Secondo Giorgia Meloni l’incontro con il primo ministro cinese “si è svolto in un clima cordiale. Abbiamo parlato di Via della Seta ma non solo di questo. Abbiamo un partenariato strategico con la Cina. La Via della Seta non è l’unico elemento che costruisce il nostro rapporto con questo Paese. Come del resto è dimostrato dalle nazioni europee che non ne fanno parte e sono riuscite a stringere con la Cina rapporti più vantaggiosi di quanto a volte non abbiamo fatto noi”. L’obiettivo quindi “a prescindere dalle scelte che faremo sulla Belt and road initiative, è un partenariato vantaggioso per entrambi”, ha aggiunto Meloni, confermando che si recherà in Cina, “all’esito di queste valutazioni che insieme stiamo facendo”, “spero prima possibile ma al momento non c’è una data”.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista rilasciata a Repubblica sostiene che la Via della Seta non è stata una relazione vantaggiosa per l’Italia: “La Via della Seta è una pagina delle nostre relazioni che non è stata vantaggiosa per noi. L’ho detto chiaramente a tutti i vertici del Governo cinese. I dati dell’export sono chiari e sono più vantaggiosi per Germania e Francia, che non facevano parte della Via della Seta. Va riformato il partenariato strategico – aggiunge Tajani – vogliamo rafforzare la cooperazione economica e sostenere l’export delle nostre Pmi in diversi settori, tra cui l’agroindustria. Vogliamo consolidare il nostro legame culturale nel settore della ricerca e dell’università e nel settore del turismo”.

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