Da tre anni il laghetto termale è sequestrato ma nell’isola di Vulcano alle Eolie i turisti arrivano da ogni parte del mondo per «immergersi» e pur con il divieto che persiste scavalcano e lo utilizzano.
Così nonostante i controlli dei carabinieri della locale stazione sono sempre più numerosi i vacanzieri scavalcano la recinzione e si immergono nei fanghi naturali con effetti curativi. Avviene di giorno ma anche nelle ore notturne, pur con il fango sempre più ridotto, per via della manutenzione che la società «Geoterme» che lo gestiva non può più curare.
In questo arco di tempo più volte hanno protestato gli isolani, gli operatori economici, turistici, l’ex giunta Giorgianni, i consiglieri su tutti Franco Muscarà, per sollecitare la riapertura, visto il danno che la chiusura ha creato all’economia dell’isola eoliana, ma senza alcun effetto.
Anche la Geoterme più volte ha richiesto alla procura il dissequestro ma senza risultato. Il sindaco Riccardo Gullo che si è insediato da giugno, dice «gli unici che possono decidere il dissequestro sono i gestori, ma in merito la mia amministrazione ha sempre riconosciuto la proprietà privata sia della pozza sia della spiaggia. Bisogna metterci mano per capire».

