Come in ogni estate quando le richieste degli utenti aumentano e le prestazioni che si riescono a garantire sono le stesse, anzi addirittura inferiori alla normalità. E così l’emergenza Pronto soccorso resta tale nonostante le tante prese di posizione dei politici locali (a Milazzo da un mese consiglieri di minoranza Italiano, Crisafulli, Maisano e Andaloro occupano l’Aula di Palazzo dell’Aquila per sollevare l’attenzione), di sindacalisti e di comitati che hanno inviato dure lettere all’Asp per segnalare l’assurdità di una tale situazione che gli utenti devono sopportare con criticità infinite. Fino alla diffida indirizzata ai vertici dell’Asp dalla segreteria provinciale della Cisl che ha chiesto di adottare entro cinque giorni i provvedimenti necessari a porre fine ai rischi di malessere psico-fisico di un personale “stremato”. Ma a fronte di tanta mobilitazione non arrivano le risposte alle esigenze dell’utenza. Anzi dall’Asp in più circostante è stato detto che la pianta organica del pronto soccorso del “Fogliani” risulta completa e che sovente vengono inviati a supporto medici ed infermieri di altri reparti. È stato sottolineato anche dal segretario Cgil, Antonino Trino – una gestione oculata delle risorse umane non può prescindere da un’attenta valutazione delle situazioni che via via si presentano: rinforzare le fila in un momento di sovraffollamento, con attese che esasperano i pazienti.
Da mesi anche il primo cittadino di Milazzo, Pippo Midili segue la questione, e a suo avviso la soluzione del sovraccarico al Fogliani legato allo smantellamento del Cutroni Zodda passa da un solo percorso, quello dell’arruolamento di altre risorse professionali: “Aprire ai concorsi per implementare il personale sanitario per potenziare la presenza di medici e infermieri a Milazzo considerato che il pronto soccorso è il riferimento di un comprensorio di oltre 100 mila abitanti. Occorrono i medici che in atto mancano”. Anche da Barcellona il sindaco Pinuccio Calabro’ rilancia l’allarme e manda un segnale forte alla Regione: “Si sta pagando la scelta di mantenere il Cutroni Zodda Covid Hospital, senza apportare i necessari correttivi richiesti da più parti. Il Fogliani non può bastare per oltre 100 mila utenti e quindi bisogna rendere fruibile il Cutroni Zodda ponendo in essere ciò che prevede l’attuale rete ospedaliera dettata dal decreto assessoriale numero 22 del 2019”.
Infine per il sindacato Cimo: “Peraltro all’interno del pronto soccorso si crea una situazione di stallo dovuta anche alla mancanza di posti letto nei vari presidi della provincia”. Per il comitato civico per la difesa dell’ospedale di Barcellona: “serviva mantenere i servizi essenziali in piena attività separatamente dalle aree dedicate al Covid senza congestionare il presidio di Milazzo”.

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Pronto Soccorso Milazzo-Barcellona, Midili:”Concorsi per nuove assunzioni”, Calabrò: “No Covid Hospital”
E così l’emergenza Pronto soccorso resta tale nonostante le tante prese di posizione dei politici locali