Milazzo, assolti padre e nonno accusati ingiustamente di abusi su una bimba di tre anni

La triste vicenda risale alla fine della relazione di coppia, nel maggio 2020 quando la mamma della bimba poco dopo denunciava l’ex compagno alla Procura di Messina per il reato di stalking e di maltrattamenti in famiglia

Una brutta storia dopo una separazione, dopo indagini con perizia, si conclude con l’archiviazione dopo nessun riscontro trovato alle dichiarazioni di una donna che accusò ingiustamente di pedofilia il marito e il suocero.

Il presidente del Tribunale Giovanni De Marco ha archiviato l’indagine a carico del padre ed il nonno della bambina di tre anni. Gli accusati furono ingiustamente e gravemente indicati presunti pedofili dall’ex compagna e madre della infante a seguito del contrastato rapporto con il suo convivente.

La risultanza al termine degli esiti di una perizia affidata ad un neuropsichiatra infantile e incentrata sulla capacità di stare in giudizio della bimba. Il padre, nel 2020, si era allontanato dalla casa familiare dopo sette anni di convivenza con la donna, in un paese del comprensorio di Milazzo.

L’archiviazione dell’inchiesta, generata da più di una denuncia e dalle dichiarazioni contraddittorie della donna di 29 anni, che aveva accusato di gravi atti di pedofilia, oltre al suo compagno 36 enne e padre della loro figlioletta , il nonno paterno 63enne della stessa minore, era stata chiesta anche dal pm Dora Esposito.

La triste vicenda risale alla fine della relazione di coppia, nel maggio 2020 quando la mamma della bimba poco dopo denunciava l’ex compagno alla Procura di Messina per il reato di stalking e di maltrattamenti in famiglia. A tale denuncia non seguiva alcun provvedimento preventivo cautelare.

Nel febbraio 2021, padre e nonno scoprivano di esser indagati per il reato di pedofilia. Infatti veniva notificata la richiesta di incidente probatorio e l’allora gip Salvatore Pugliese, atteso che la bambina risultava essere troppo piccola a soli 3 anni di età, ha disposto l’accertamento peritale per vagliare la capacità a testimoniare della minore, conferendo l’incarico allo psicologo forense Barbara Bruneo, che ha preso atto della ovviamente “limitata comprensione verbale” e “ridotta capacità narrativa e di memoria” della piccola.

Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione in quanto «l’assunto non appare sostenibile in giudizio», dal momento che i sospetti della denunciante non hanno trovato elementi concreti di riscontro; che «il medico della minore ha riferito di non avere rilevato segni di violenza, limitandosi a riferire circostanze generiche asseritamente apprese dalla bambina; che nessuna testimonianza utile è emersa; che la perizia sulla minore non ha fatto emergere alcun elemento utile a supporto dell’accusa, mentre la minore, secondo il perito, è risultata non idonea a testimoniare e non vi sono elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio a fronte di mere circostanze deduttive fomite dalla denunciante e in assenza di qualsivoglia elemento obiettivo». A sostenere l’innocenza dei due uomini sono stati i difensori Pinuccio Calabrò e Rosy Italiano.

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