Il plastico e la nave su assedio spagnolo rivivono a Milazzo: seimila ore di lavoro di storia patria

Il plastico è stato ideato dal Museo Etnoantropologico e Naturalistico “Domenico Ryolo” grazie alla disponibilità dei locali offerta dall’Amministrazione Midili

Ben quattro anni di lavoro e cure: adesso è terminato nelle sale del Mastio normanno-svevo il plastico che riproduce la vasta area compresa tra contrada San Giovanni e via Massimiliano Regis, ovvero il principale teatro del tragico assedio spagnolo che nel biennio 1718/19 tormentò la città del Capo.

Il plastico, ideato dal Museo Etnoantropologico e Naturalistico “Domenico Ryolo” grazie alla disponibilità dei locali offerta dall’Amministrazione Midili, occupa quasi per intero una sala del Mastio (misura m. 2,50×2,40) ed è stato curato dal modellista messinese Salvo Barresi e dai soci della Società Milazzese di Storia Patria Pippo Pandolfo ed Edoardo Schepisi, i quali, sulla base di una certosina analisi delle contemporanee fonti d’archivio e soprattutto della minuziosa cartografia custodita presso il Kriegsarchiv di Vienna, hanno fedelmente riprodotto con particolare pazienza le mura urbiche che allora cingevano il centro urbano, i ruderi dei fabbricati civili distrutti dalle bombe, le opere militari, i vigneti devastati dal transito delle truppe e le divise dei diversi reggimenti impegnati nello scontro bellico.

Il plastico, nato quale appendice della mostra sull’Assedio allestita dai volontari di Storia Patria e visitabile da ormai 4 anni nelle sale del Mastio, intende offrire ai visitatori del Castello un nuovo capolavoro, in grado di stimolare la curiosità di tutti, ma soprattutto intende trasferire una rielaborazione conforme alla storia ed all’identità della cittadella fortificata, mettendo dunque in risalto la dimensione militare che ha caratterizzato nei secoli lo stesso bene culturale. Ad affiancare il plastico, costato a Storia Patria ben 6 mila ore di manodopera e qualche migliaio di euro di materiali, il grandioso modellino della “Barfleur”, la nave ammiraglia della flotta di sua maestà britannica che approdò a Milazzo proprio durante l’Assedio del 1718/19. Come per il plastico anche l’opera del socio di Storia Patria e modellista Lorenzo Neri che l’ha voluta donare al Museo mamertino, necessitano in tempi rapidi di una teca conservatrice.

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