La Corte d’Appello di Messina ha emesso la sentenza per il processo di secondo grado collegato all’operazione Dinastia, su racket ed spaccio di droga da parte delle nuove leve dalla mafia del Longano.
I giudici messinesi hanno confermato l’impianto accusatorio, disponendo alcune modifiche delle condanne fissate in primo grado e applicando la prescrizione per alcuni reati contestati ai 43 imputati.
Ecco le condanne rideterminate in secondo grado (tra parentesi la sentenza di primo grado):
Francesco Anania 9 anni e quattro mesi (14 anni),
Salvatore Felice Chillari 10 anni (14 anni),
Daniele Bertolami 10 anni (10 anni e 4 mesi)
Carmelo Cannistrà , 10 anni (10 anni e 4 mesi)
Pietro Bonfiglio 5 anni (10 anni)
Fabio Crea e Carmelo Driacchio 5 anni (5 anni e 8 mesi)
Vincenzo Gullotti 5 anni (8 anni e 4 mesi)
Salvatore Bucolo 9 anni e quattro mesi (7 anni e 4 mesi)
Alessandro Calderone 3 anni (14 anni e mezzo)
Dylan Seby Caliri 4 anni (6 anni e 10 mesi)
Pietro Caliri 10 anni e mezzo (20 anni)
Carmelo Chiofalo 2 anni e mezzo (13 anni e 4 mesi)
Rosaria De Gaetano e Mauro Di Salvo 4 anni e otto mesi (6 anni)
Giovanni Fiore 13 anni (20 anni)
Carmelo Vito Foti 4 anni e otto mesi (8 anni)
Vincenzo Vito Gallo 8 anni e otto mesi (10 anni e 8 mesi)
Mattia Giardina 1 anno e quattro mesi (7 anni 5 mesi) con pena sospesa
Francesco Ianniello 2 anni (8 anni e 4 mesi) con pena sospesa
Salvatore Laudani 9 anni (16 anni e dieci mesi)
Carmelo Mazzù 12 anni e quattro mesi (17 anni)
Jesus Matias Piccolo 4 anni e mezzo (7 anni)
Gjergj Preci 8 anni e mezzo (10 anni e 8 mesi)
Giuseppe Puliafito 8 anni (10 anni e 2 mesi)
Sebastiano Puliafito 15 anni e quattro mesi (20 anni)
Carmelo Quattrocchi 4 anni (4 anni e 5 mesi)
Antonino Recupero 10 anni (10 anni e 4 mesi)
Giuseppe Scalia 12 anni e due mesi (13 anni)
Carmelo Tindaro Scordino 3 anni e quattro mesi (16 anni)
Santo Tindaro Scordino 4 anni e quattro mesi (11 anni)
Antonino Signorello 6 anni e otto mesi (8 anni e 10 mesi)
Sergio Spada 4 anni e quattro mesi (20 anni)
Andrea Villini 8 anni e quattro mesi (11 anni e due mesi)
Sono state confermate le altre condanne: 8 anni a Giovanni Crinò, 20 anni a Lorenzo Mazzù, 8 anni e 4 mesi a Vincenzo Gullotti, Francesco Scarpaci e Samuele Marino, 7 anni 9 mesi per Bernardo Mendolia, 6 anni e 8 mesi a Massimiliano Munafò, 2 anni per Lucia Bilardo. Disposta la prescrizione per Claudio Febo e confermata l’assoluzione per Filippo Genovese e Nunzio Di Salvo, respingendo il ricorso della Procura.
Le inchieste dei militari dell’Arma avevano portato alla luce gli affari delle nuove leve della mafia del Longano, tra estorsioni alle attività economiche del comprensorio tirrenico e la gestione della spaccio di droga sulla piazza tirrenica, piazzando le sostanze stupefacenti acquistate anche tra Messina e la Calabria.
La ricostruzione delle forze dell’ordine ha trovato riscontro nelle dichiarazioni del collaborazione con la giustizia Alessio Alesci. I condannati dovranno risarcire le spese alle associazioni antiracket che erano parti civili, le sigle Addio Pizzo e Andrea Agosta. 59 gli arresti dei Carabinieri, dopo l’inchiesta sulle nuove leve della mafia del Longano che estorcevano le attività economiche a tappeto e che si sono rituffati nella droga quando la crisi ha ridotto gli introiti del pizzo. Documentati diversi rifornimenti a Messina, in particolare a Giostra.
I pusher piazzavano le dosi tra Barcellona, Terme e Milazzo a giovani e meno giovani acquirenti che per non lasciare tracce ordinavano attraverso i social, su internet. A confermare i sospetti degli investigatori messinesi sul grosso giro di droga che aveva ripreso a circolare sulla zona tirrenica del messinese grazie alla collaborazione di un pentito.

