I vuoti degli undici infermieri del presidio ospedaliero “Fogliani” contemporaneamente in malattia che ha suscitato clamore saranno colmati dal “serbatoio” del nosocomio “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto.
Una grave situazione che ha fatto letteralmente esplodere il pronto soccorso dell’ospedale di Villaggio Grazia e che la direzione sanitaria mamertina ha immediatamente segnalato alle forze di polizia che stanno indagando per verificare se si tratta di una improvvisa correlazione tra i casi. Secondo indiscrezioni nelle prossime ore il direttore sanitario Paolo Cardia sarà sentito dalla locale Compagnia dei carabinieri per successive verifiche tecniche e accertamenti specifici.
Il Pronto Soccorso di Milazzo diretto da Salvatore Scarpaci è come una bomba atomica: non solo è il reparto dell’Asp con il maggior numero di ingressi annui (circa 25 mila) e già fa gli straordinari per dare responsi a tutti gli utenti del comprensorio che vi accedono. Ma al contempo il “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto è stato riconvertito in Pronto soccorso Covid. Ufficialmente la scelta è dettata dall’incremento dell’emergenza sanitaria, tanto che è stato riservato all’accoglienza dei soli pazienti infetti.
Una soluzione della direzione sanitaria dell’Asp che da un lato porta decine di unità, tra medici e personale infermieristico, ad essere “immobiizzate” per affrontare pochissimi casi al mese (invece di potenziare Milazzo), dall’altro fa confluire nella struttura di Villaggio Grazia tutto il flusso delle emergenze del Longano.
Proprio mercoledì scorso, il pronto soccorso del Fogliani nel pomeriggio è stato costretto a chiudere un paio d’ore. Ieri, invece, c’è stato un momento in cui è stato chiesto alla sala controllo di dirottare le emergenze in altri ospedali dell’hinterland per consentire all’unico medico in servizio di smaltire i casi già registrati. Ritardi e disservizi legati anche alla sorprendente malattia di undici infermieri. I colleghi del turno di notte non possono smontare alla fine dell’orario di lavoro per garantire il servizio creando uno stress psicofisico pure tra i professionisti diligentemente sul posto. A sostituirli sono stati successivamente infermieri distaccati temporaneamente da altri reparti.
Intanto ci pensa Barcellona dove il Fogliani ha attinto personale dall’equipe del Cutroni Zodda che lancia una dura nota: “Circa l’imminente riapertura di tutti i reparti del presidio Ospedaliero Cutroni Zodda siamo alle comiche dai contorni disdicevoli ed anche sgradevoli se si pensa che il diritto alla salute costituzionalmente sancito di decine di migliaia di cittadini del nostro distretto continua ad essere calpestato” – esordisce così la nota stampa a firma del Comitato per la tutela del diritto alla salute e la Camera del lavoro CGIL e SPI/CGIL.
“Come si ricorderà due anni orsono, con leggerezza inaudita, tutto il presidio Ospedaliero si destinò a CODIV 19, quando sarebbe bastata una piccola modifica strutturale per separare in sicurezza i reparti COVID dal resto dei reparti del presidio ospedaliero e consentire che gli stessi potessero continuare a svolgere le funzioni a favore dei cittadini bisognosi di cure – continua la nota – . Attenuatasi l’emergenza Covid anche questa Organizzazione Sindacale, unitamente al comitato per la difesa della salute, chiese di riaprire con urgenza tutti i reparti compreso il pronto soccorso. Alcune settimane fa l’ASP annunciò la riapertura dei reparti garantendo da li a pochi giorni la messa in funzione con personale ridottissimo oltre al reparto di chirurgia anche medicina, cardiologia e pneumologia. Lo stesso Pronto soccorso che resta in funzione per pazienti COVID e non Covid non dispone di anestesisti e cardiologi h 24, bensì solo a chiamata esclusi i festivi e i notturni e dispone, tra l’altro, di pochissimi infermieri.
E’ di questi giorni il ritorno alla chiusura senza fornire alcuna giustificazione pubblica.
Grave e inaccettabile simile comportamento che viene accolto con stupore e altrettanta indignazione e la cui risposta dovrà essere vibrata e forte ma soprattutto con un sobbalzo di forte rivendicazione a cui siamo tutti, e nessuno escluso, chiamati a impegnarci”.
Così nei prossimi giorni inviteranno ad un pubblico confronto tutti i protagonisti della salute e del benessere sociale, Sindaci e rispettivi consigli comunali, associazioni culturali e non, associazioni del volontariato e organizzazioni no-profit, Organizzazioni professionali di categoria, associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro ed i tantissimi cittadini che hanno a cuore la battaglia per migliorare l’offerta sanitaria nel nostro territorio. Con tutti costoro, finita la pausa estiva, verrà avviato il confronto e la mobilitazione per la raccolta firme (petizione) che a conclusione della quale, sarà inviata a tutte le istituzioni territoriali, regionali e nazionali, continuando le azioni di protesta fino a quando non si farà giustizia e non ci sarà un’inversione di tendenza, nei fatti, rispetto alla depredazione del nostro presidio Ospedaliero.
“Siamo altresì convinti che questo territorio, al pari di tanti altri distretti, meriti un degno presidio Ospedaliero con i reparti ivi previsti che siano delle vere eccellenze dove, tra l’altro, la cultura dell’accoglienza e del rispetto per l’ammalato con i tanti servizi connessi come la cucina Aziendale e tante altre siano al cent ro della cura e del benessere sociale. – si legge – Abbiamo il fondato sospetto che così come si paventa per il presidio Ospedaliero di Lipari anche a Barcellona P.G. è prevista la maldestra volontà di chiudere definitivamente. Intanto sollecitiamo tutti i consigli comunali dei municipi del distretto , ove ancora non l’avessero fatto, di vagliare l’atto di indirizzo inviato loro da questa Organizzazione Sindacale riguardante la su esposta problematica di interesse collettivo”.
